STALKING . Profili Giuridici

Pubblicazione  della  Avv.   Francesca  Campanile   del foro di Vallo della Lucania

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Stalking legge 23 aprile 2009 n 38

Stalking legge 23 aprile 2009 n 38

 

Il fenomeno dello Stalking ha trovato riconoscimento nel diritto penale nozionale attraverso l’introduzione del nuovo reato di atti persecutori,previsto dall’articolo 612 bis del c.p...

Introdotto dalla legge 23 aprile 2009 n 38 di conversione del d.l. n 11/2009.Si tratta di un intervento legislativo che corrisponde ad una strategia di cosiddetta di disciplina integrata,la quale cioè non si limita ad inserire una nuova incriminazione nel c.p. ma che prevede anche un insieme di altre disposizioni riguardanti i provvedimenti cautelari la normativa civilistica in materia di allontanamento dalla casa familiare e i poteri di polizia mediante l’introduzione della nuova misura dell’ammonimento da parte del questore.


 

Tale disciplina,rappresenta una delle ultime manifestazioni di diritto penale orientato alla vittima con delle peculiari caratteristiche:

  • Una trasversalità civile e penale della disciplina
  • una riduzione della discrezionalità cautelare penale nella scelta delle relative misure
  • una tipizzazione degli elementi giuridici centrati sulla vittima.

 

 

Stalking Aggravante 612 bis del C.P

Stalking Aggravante 612 bis del C.P

In particolare l’articolo 612 bis del C.P. prevede :

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.

 

 

 

 

Stalking sentenze 5La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.

Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio (1).

 

 

 

Stalking sentenzeDa una prima lettura di questa norma si rileva come lo stalking, richiama condotte che già di per sé costituiscono reato (minaccia, molestia, lesioni personali, omicidio), ma proprio con lo scopo di reprimere il particolare fine criminologico dello stalker, il legislatore ha voluto prevedere una norma e un sistema sanzionatorio ad hoc accompagnato da norme accessorie[1].

 

 

 

 

Tali norme prevedono:

  • l’aumento di pena in caso di recidiva o se il soggetto perseguitato è un minore;
  • il fatto che lo stalking costituisca un’aggravante in caso di omicidio e violenza sessuale;
  • la possibilità di ricorrere alle misure di indagine previste per i reati più gravi, quali le intercettazioni telefoniche e gli incidenti probatori finalizzati ad acquisire le testimonianze di minori.

 

Stalking sentenze 16Questa fattispecie di reato è normalmente procedibile a querela, ma è prevista la procedibilità d’ufficio qualora la vittima sia un minore, una persona disabile, quando il reato è connesso con altro delitto procedibile d’ufficio e quando lo stalker è gia stato ammonito precedentemente dal questore.

Il nuovo istituto costituisce, quindi, una sorta di affinamento della preesistente norma sulla violenza privata[2]: delinea infatti in modo più specifico la condotta tipica del reato e richiede che tale condotta sia reiterata nel tempo e tale da «cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura» alla vittima.

 

 

 

Stalking sentenze 2La condotta reiterata deve creare un disagio psichico, un «timore» che può benissimo tramutarsi in uno stato patologico di ansia, tale da determinare un mutamento del vivere quotidiano. Infatti, tra i vari eventi che la condotta tipica può causare, vi è l’alterazione delle proprie abitudini di vita, la quale può essere vista come una particolare ipotesi di violenza privata.

 

 

 

 

 

 

Stalking sentenze 11L’ulteriore bene giuridico tutelato è l’incolumità individuale, quando le minacce o le molestie provochino il “perdurante e grave stato di ansia o di paura”, che comporta la lesione del bene salute.

La norma si espone a critiche per la mancata indicazione del numero di episodi necessario per integrare la serie minima, arrecando a tali figure un indubbia indeterminatezza sebbene recentemente la Cassazione ha precisato che “anche due soli episodi di minaccia o molestia possono valere ad integrare il reato di atti persecutori previsto dall’art. 612 bis c.p., laddove abbiano indotto un perdurante stato d’ansia o di paura nella vittima, che si sia vista costretta a modificare le proprie abitudini di vita”[3].

 

 

Ulteriore problema danno le restanti due forme di evento: il “fondato timore per l’incolumità” e, soprattutto, il “perdurante e grave stato di ansia e di paura”. Ma in ogni caso è ipotizzabile la figura del tentativo, purché possa dimostrarsi che gli atti diretti in modo non equivoco a cagionare il delitto si siano verificati in numero tale da soddisfare il requisito della reiterazione richiesto per la configurazione dello stesso.

L’elemento psicologico del responsabile, per integrare il reato, è il dolo generico che deve manifestarsi nella coscienza e volontà di porre in essere condotte persecutorie, con l’intento di disturbare la normale serenità d’animo della vittima. Per turbare la vittima, non è quindi necessario agire con azioni specifiche ma è sufficiente anche il semplice pedinamento insistente, il quale può  causare un timore per la propria sicurezza personale o di una persona vicina tale da pregiudicare in maniera rilevante il modo di vivere, e causare l’insorgere di uno stato d’ansia e di disturbo alla vita di relazione della vittima.

Stalking sentenze 6Etimologicamente, infatti, il termine inglese stalking, suggerito dalla letteratura scientifica specializzata anglofona in tema di molestie assillanti, intende un insieme di comportamenti molesti e continui, costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi del domicilio o degli ambienti comunemente frequentati dalla vittima, ulteriormente reiterati da intrusioni nella sua vita privata alla ricerca di un contatto personale per mezzo di pedinamenti, telefonate oscene od indesiderate.

 

 

 

 

 

 

Stalking sentenze 14Il persecutore o stalker può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, o un ex-compagno o ex-compagna che agisce, spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di qualche torto subito. In altri casi ci si trova invece davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l’intento di stabilire una relazione sentimentale imponendo la propria presenza ed insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa. Meno frequente il caso di individui affetti da disturbi mentali, per i quali l’atteggiamento persecutorio ha origine dalla convinzione di avere effettivamente una relazione con l’altra persona. Questi soggetti manifestano cioè sintomi di perdita del contatto con la realtà e sette volte su dieci hanno un’organizzazione di personalità di tipo borderline. Solitamente questi comportamenti si protraggono per mesi od anni, il che mette in luce l’anormalità di questo genere di condotte.

 

Secondo gli studi della Sezione Atti persecutori del Reparto Analisi Criminologiche dei Carabinieri, gli stalker potrebbero inquadrarsi (a stretti, pragmatici fini di polizia) in cinque tipologie di base:

 

 

  •  il “risentito”, caratterizzato da rancori per traumi affettivi ricevuti da altri a suo avviso ingiustamente (tipicamente un ex-partner di una relazione sentimentale).
  • il “bisognoso d’affetto”, desideroso di convertire a relazione sentimentale un ordinario rapporto della quotidianità; insiste e fa pressione nella convinzione che prima o poi l’oggetto delle sue attenzioni si convincerà.
  • il “corteggiatore incompetente”, che opera stalking in genere di breve durata, risulta opprimente ed invadente principalmente per “ignoranza” delle modalità relazionali, dunque arreca un fastidio praticamente preterintenzionale.
  • il “respinto”, rifiutato dalla vittima, caratterizzato dal voler contemporaneamente vendicarsi dell’affronto costituito dal rifiuto ed insieme riprovare ad allestire una relazione con la vittima stessa.
  • il “predatore”, il cui obiettivo è di natura essenzialmente sessuale, trae eccitazione dal riferire le sue mire a vittime che può rendere oggetto di caccia e possedere dopo avergli incusso paura; è una tipologia spesso riguardante pedofili e feticisti.

 

Stalking sentenze 17Lo stalking è considerato reato in diversi paesi del mondo ed ovunque le norme anti-persecuzione sono volte a tutelare le vittime di tutti quegli atti persecutori che, per la loro caratteristica di ripetitività e perduranza nel tempo, provocano nelle persone colpite stati di ansia e paura per la propria incolumità o le costringono ad alterare significativamente le proprie abitudini di vita.

In Italia, nei giorni scorsi, la Cassazione ha dichiarato punibile con l’accusa di stalking, la persecuzione di un utente con messaggi continui attraverso il noto social network.

 

 

 

 

Stalking sentenze 13In particolare, la Corte ha precisato che sussistevano i gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato perché “i comportamenti persecutori erano iniziati  proprio dopo la fine della relazione tre il ricorrente e la donna perseguitata, fine che questo non aveva voluto accettare (…) e hanno dato conto di continui episodi di molestie, concretatisi in telefonate, invii di sms e di messaggi tramite internet (facebook), anche nell’ufficio dove la donna prestava il suo lavoro ”, un atteggiamento, spiegano i giudici, che aveva provocato nella donna “un grave stato di ansia e di vergogna” che la costringeva a dimettersi.

 

 

 

 

Stalking sentenze 18Esemplare allora questo provvedimento che sottolinea come anche il cyberstalking, ossia la “condotta persecutoria e assillante” fatta attraverso il social network, integri la fattispecie di reato delineata nell’art. 612 bis C.P alla stregua di tutti gli altri comportamenti assillanti posti in essere con i tradizionali mezzi di comunicazione come le telefonate continue ed assillanti.

 

 

 

 

E’ possibile classificare lo stalking, all’interno di una fattispecie di reato interpretandolo sia come reato abituale per il quale si richiede la reiterazione intervallata di una pluralità di condotte identiche ed omogenee che cagionino uno dei tre fatti lesili previsti dalla norma, quali:

  • Stato d’ansia e di paura.
  • Fondato timore per l’incolumità’ prioria o altrui.
  • Modificazioni delle abitudini di vita.
  • Può essere anche delineato come reato causale,poiché non si descrive esattamente una condotta , ma invece si puniscono tutte le condotte in grado di causare certe conseguenze.

 

A chiarimento del requisito di reiterazione è intervenuto una pronuncia del giudice di legittimità’ il quale ha affermato  che integrano il delitto di atti persecutori di cui all’articolo 612 bis c.p. anche due sole condotte di minaccia o di molestia, come tali idonee a costituire la reiterazione richiesta dalla norma incriminatrice. 

In aggiunta alle previsioni di cui all’art. 612-bis, devono altresì essere esaminate le altre norme contenute nel D.L. 11/2009 che riguardano la fattispecie dello stalking.

Stalking sentenze 4Innanzitutto, l’art. 8 del D.L. 11/2009 introduce l’ammonimento del questore: fino a quando la persona offesa non propone querela, la stessa ha la facoltà di richiedere al questore un ammonimento nei confronti dello stalker. Si tratta di un richiamo ufficiale, che comporta soltanto la perseguibilità d’ufficio per i successivi atti di stalking eventualmente compiuti da parte del medesimo soggetto.

 

 

 

 

In secondo luogo, è anche prevista l’introduzione dell’art. 282-ter c.p.p., ovvero la misura cautelare (in attesa di giudizio) del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima ovvero dai suoi prossimi congiunti o conviventi. Inoltre, il giudice può anche vietare all’imputato di comunicare con qualsiasi mezzo con la vittima e coi suoi congiunti, oltre che prevedere discrezionalmente modalità di frequentazione di luoghi comuni.

Inoltre, attraverso la previsione di una modifica del comma 1-bis dell’art. 392 c.p.p., è stata introdotta la possibilità di procedere con incidente probatorio per gli atti persecutori.

Con l’art. 10 del D.L. 11/2009, si porta a un anno il termine di validità del decreto con cui il giudice ordina la cessazione della condotta criminosa, l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento dai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima.

Stalking sentenze 19Oltre agli interventi specifici sul piano penale ed amministrativo , non si può escludere che la tutela delle vittime di stalking possa riguardare anche il piano civile,  attraverso la richiesta del risarcimento dei danni esistenziali alla luce delle disposizioni introdotte dal D.L. 11/2009

 

 

 

 

 

 

Stalking sentenze 20Alla luce delle analisi sin qui’ esposta , sicuramente si può affermare che l’Italia dopo diverse proposte di legge avanzate sin dal 2004 si sia finalmente adeguata ai tanti altri paesi che ad tempo anno adottato normative ad hoc al fine di contrastare il sempre più dilagante fenomeno dello stalking, iniziati dalla California nel 1991 e seguiti poi dall’Australia 1993-1995 ,dal Canada nel 1993,dalla Gran Bretagna 97,dal Belgio 98 e dall’Olanda 2000.

 

 

 

 

Infatti prima di tale normativa il c.p. italiano si è rilevato inadeguato a tutelare le vittime di molestie messe in atto da ex mariti o ex compagni ai danni dell’ex coniuge o ex compagno abituale o semplicemente da conoscenti o colleghi o estranei; ed invero non era possibile inquadrare in un’unica fattispecie le condotte reiterate degli stalker’s.

 

Pubblicazione  della  Avv.   Francesca  Campanile   del foro di Vallo della Lucania

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